Aumento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro

Dal 1° luglio aumentano le sanzioni in materia di sicurezza e salute del lavoratore. E’ stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che, in attuazione Testo Unico, provvede alla quinquennale rivalutazione delle sanzioni irrogate nella misura dell’1,9%. Lo stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, ha individuato nell’Ispettorato Nazionale del Lavoro l’organismo deputato ad operare la rivalutazione.

Invio e ricezione fatture elettroniche 2 opzioni

L'Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi ha messo a disposizione degli utenti la possibilità di scegliere e registrare l'indirizzo telematico e di generare il QRcode contenente i dati identificativi e il numero di partita Iva di un operatore economico. Per la registrazione dell'indirizzo telematico e per la generazione del QRcode ci sono due strade: l’utilizzo delle proprie credenziali di accesso ai servizi informatici di Entratel/Fisconline ovvero la delega a un intermediario. In particolare, per il servizio di registrazione dell'indirizzo telematico se ci si avvale di un intermediario è necessario delegarne uno abilitato ai sensi dell'articolo 3, comma 3, Dpr 322/98. Per la generazione del QRcode può invece provvedere qualsiasi intermediario.

Dall'1/07/2018 non si potrà inserire il TFR (Quir) in busta paga mensilmente

La Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190 del 23.12.2014) all’articolo 1 commi da 26 a 34 e resa attuabile dal D.P.C.M. del 20.02.2015 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19.03.2015 ha introdotto la Quota Integrativa della Retribuzione (Quir), ovvero l’accredito della quota maturanda di TFR come parte della retribuzione mensile. L'obbiettivo di questo provvedimento era quello di rafforzare il potere di acquisto delle famiglie in un particolare momento storico di alta contrazione degli acquisti.

L'agevolazione prima casa non spetta con la nuda proprietà

L'acquisto del diritto di nuda proprietà di un'abitazione entro un anno dall’alienazione della precedente “prima casa” (che sia effettuata prima del decorso di un quinquennio dal suo acquisto), non evita la decadenza in conseguenza della cessione infraquinquennale. È il principio affermato dalla Cassazione nella sentenza 17148/2018, priva di precedenti in termini. La normativa sull’agevolazione relativa all’acquisto della prima casa (contenuta nella Nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa allegata al Dpr 131/1986, il testo unico dell’imposta di registro) sancisce che si decade dall’agevolazione se si aliena l’abitazione comprata con il beneficio fiscale prima che siano decorsi cinque anni dalla data dell’acquisto agevolato. La decadenza però si evita se, entro un anno dalla cessione infraquinquennale, il contribuente compra un’altra casa che egli poi destina a propria «abitazione principale» (in sostanza, a sua residenza).

Il modello F24 anche per versare le pretese ipotecarie

Le imposte ipotecaria e di bollo, le tasse ipotecarie, le sanzioni amministrative tributarie e le spese di notifica dovute perché impresse in avvisi di liquidazione o atti di contestazione, relativi a operazioni riguardanti il servizio ipotecario, prodotti dopo il 1° luglio, si versano con l’F24. L’estensione a tali tipologie di adempimenti dell’utilizzo del modello unificato è disposta dal provvedimento 26 giugno 2018, che comunque esclude la possibilità di compensare eventuali crediti derivanti da versamenti eccedenti connessi agli importi in questione.

Proroga all'1/01/2019 della fattura elettronica per i carburanti

Più precisamente, l’obbligo di documentare con fattura elettronica gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi Iva scatterà non più dal 1° luglio di quest’anno, ma dal 1° gennaio 2019, “in modo da uniformarlo a quanto previsto dalla normativa generale sulla fatturazione elettronica tra privati”. Fino al 31 dicembre 2018, quindi, sarà ancora possibile usare la scheda carburante, ma per la detrazione dell’Iva per e la deduzione della spesa, è necessario utilizzare mezzi di pagamento tracciabili.

Dall'1/01/2018 Iva per le imprese italiane che operano in Svizzera

Dal 2018 sono scattate nuove e più stringenti regole IVA per le imprese estere che operano nella Confederazione Elvetica, ad opera di alcune modifiche che l’Assemblea Federale Elvetica ha apportato alla Legge federale sull’IVA RS 641.20 (detta anche LIVA, o Legge sull’IVA). Una delle più importanti impone che le imprese con un volume d’affari totale superiore a 100.000 franchi svizzeri sono tenute a versare l’IVA in Svizzera attraverso l’apertura di una rappresentanza fiscale. Il predetto limite non va più individuato sulla base delle sole operazioni realizzate in Svizzera, ma riguarda l’intero volume d’affari dell’impresa. Viene operata, inoltre, una distinzione del momento in cui “inizia” e “termina” l’assoggettamento all’IVA a seconda che l’impresa sia svizzera o estera. Infine, le imprese estere che intendono aprire una partita IVA svizzera, devono presentare una fideiussione bancaria (o un deposito in contanti) e nominare un rappresentante fiscale in Svizzera.

Regione Basilicata - Avviso Pubblico piani di sviluppo industriale attraverso pacchetti integrativi agevolativi - MINI PIA

Possono presentare domanda di agevolazione per i Piani di Sviluppo industriale le micro, piccole e medie ovvero consorzi di imprese e società consortili operanti nei settori di attività e nei comuni previsti al successivo punto.

I Piani di Sviluppo Industriale sono articolati nei seguenti progetti specifici:
I - Progetto degli Investimenti Produttivi per la salvaguardia e sviluppo dei livelli occupazionali.
S - Progetto Integrato dei Servizi Reali.
R - Progetto di Ricerca e Innovazione Aziendale.
Il Piano di Sviluppo Industriale deve prevedere obbligatoriamente il progetto degli investimenti produttivi, il cui importo di investimento candidato non deve essere inferiore al 50% dell’importo complessivo del piano di sviluppo industriale presentato. La candidatura degli altri due progetti è facoltativa.

Diritti Camerali anno 2018

Il 2 luglio prossimo (il 30/06 cade di sabato), scade il pagamento del diritto camerale per l’anno 2018 per i soggetti già in attività al 1° gennaio di quest’anno. E’ possibile eseguire il versamento anche entro il 20 agosto applicando la maggiorazione dello 0,40%. Per le società di capitali la data di scadenza del pagamento varia secondo la chiusura dell'esercizio e dell'approvazione del bilancio. La regola è che il diritto sia pagato entro il termine previsto per il versamento del primo acconto delle imposte sui redditi (art.37 D.L. 223/2006 convertito in L. 248/2006) oppure entro il 30esimo giorno successivo con maggiorazione dello 0,40%.